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Il popolo suizzero ha ampiamente accettato la prescrizione medica delle sostanze stupefacenti.

Spinello libero - la festa di Bologna

La gara di rollaggio (Benvenuti)

www.corriere.it - 5 giugno 2006

Dal nostro inviato:

BOLOGNA - La gara di rollaggio è su tre specialità: velocità, discrezione e fantasia. Chi vuole può fare la combinata e iscriversi a più di una disciplina. Ci sono nove batterie da 5 concorrenti e centinaia di spettatori sorridenti. La prima eliminatoria la vince un quarantenne che fabbrica una canna in 23 secondi e 8 decimi. Accende il ragguardevole spinello fra gli applausi e, anche se quello che conta è solo il gesto tecnico, lo passa alla giuria. Il record del torneo sarà di 15 secondi, non di più. È uno degli eventi che chiude l’edizione numero due della «Mostra convegno ecotecnologico della cannabis medicinale e industriale», tre giorni di dibattiti e fiera organizzati dall’associazione «cannabis tipo forte». L’iniziativa vuole essere seria, incentrata sulle proprietà medicinali dell’erba e sulla «corrente emotivo-culturale» di cui fa parte chi la consuma. L’anima è Fabrizio Cinquini, 43 anni, chirurgo vascolare, ex medico di bordo. Parla degli espositori arrivati qui da Olanda, Belgio, Francia, Germania, Danimarca e mostra con orgoglio il suo fiore all’occhiello: la foto di una pianta di canapa. È un nuovo ibrido di sua realizzazione: «L’ho chiamata Tiger Fly - spiega -, è stata testata dall’Istituto di colture sperimentali di Rovigo: è di due punti percentuale più potente della campionessa olandese. In California mi avrebbero dato 1 milione di dollari per la ricerca. Qui rischio qualche anno di galera». Nonostante questo Cinquini è raggiante. Perché l’anno scorso, a Pescia, in Toscana, la prima edizione della kermesse era stata un mezzo flop. «Quest’anno sono venute 1.500 persone la prima sera e 2.500 le altre due. Un successo». La cornice è il Palanord: una tensostruttura dentro al Parco Nord di Bologna, dove si tiene la festa dell’Unità. Il posto appartiene a una coop di area Ds, gli organizzatori, grazie ai buoni uffici della sinistra giovanile, l’hanno affittato per 2.500 euro al giorno. «Avevamo chiesto alla Questura se poteva aiutarci, mandando qualche uomo a fare da servizio di sicurezza fuori orario di lavoro - dice Cinquini -. Non ci hanno risposto. In compenso ho visto agenti in borghese fra il pubblico: potevano fare una retata e invece non hanno rotto le scatole ai ragazzi». In effetti a margine dei convegni in tanti hanno testimoniato uno schietto spirito antiproibizionista. Insomma, qui si sono fatti centinaia di spinelli. Nell’area fumo, regolarmente indicata, e un po’ dovunque. «E Bologna fa festa con la marijuana», titolava ieri la Padania. Ma quella del quotidiano leghista è la sola voce contro una manifestazione che la città ha vissuto senza polemiche, nessun commento né interventi da Comune o questura. A spasso fra gli stand con le pipe, i semi, i fertilizzanti, la birra alla cannabis «Mary-Jo» o il kit per la coltivazione indoor offerto a 99 euro, ci sono famiglie con bambini, sempiterni figli dei fiori, studenti in scarpe da tennis e polo di marca, fidanzatini, giovani del Centro sociale «Livello 57». Di tutto. E sarà che si fanno le canne, ma si sono ascoltati ore di un dibattito che presentava fra gli oratori il cantante dei Punkreas, Flaco, il dottor Matteo Ferrari della Divisione salute pubblica del Canton Ticino e Giuseppe Bortone, Cgil nazionale. Che attacca: «Perché siamo qui? Perché avremo qualche consumatore fra i nostri 5 milioni di iscritti, soprattutto fra i tanti giovani». E una signora dal pubblico: «Anche fra i cinquantenni». Prima aveva parlato Franco Casalone, una sorta di mahatma - vive in India da un decennio, dopo che gli hanno pizzicato le coltivazioni in giardino - autore di vari libri sulle proprietà della cannabis. Un tecnico, ma molto ispirato. Illustra fioritura e raccolta, ricorda «gli anni ’30, quando il fascismo teorizzava la produzione della canapa autarchica, per i più diversi scopi, soprattutto tessili. E finiva che i nostri nonni la fumavano». Poi tira fuori un numero: «In Italia - dice - ci sono un milione di coltivatori». Guido Blumir, che per Einaudi ha pubblicato «Marijuana, uno scandalo internazionale» parla di «4 milioni di consumatori e 1 miliardo di spinelli fumati in un anno nel nostro Paese». Spiega che chi fuma fa parte della componente produttiva della società, e si scaglia contro la legge approvata dal governo Berlusconi. Dal palco parlano della «necessità di reprimere, sì, ma solo il traffico illecito di stupefacenti»; o del fatto che «sono tante le sostanze psicoattive usate nelle nostre società, l’alcol su tutte». Poi comincia la sfida a chi rolla più veloce.

Mario Porqued

Data di pubblicazione mercoledì 28 giugno 2006 12:24

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